• Pancreas, Milza, Stomaco. L’autunno e l’Energia Terra. La cura degli organi stagione per stagione.

    La medicina tradizionale cinese mette a disposizione parecchi significanti sotto forma di parole che aprono un mondo di significati e vere e proprie teorie.

    Basti pensare a Yin e Yang, due parole che stanno ad indicare un sistema di pensiero che spiega la formazione della vita, dell’universo e del tutto. Non poca roba, direi! 

    Questi “concetti” sono antiche conoscenze che ci arrivano da un passato in cui l’essere umano si sviluppava ancora immerso nella natura e che con essa, per essa e tramite essa viveva e sopravviveva.

    Per questo motivo, per noi occidentali è difficile comprendere fino in fondo certi pensieri: abbiamo perso il contatto con la terra e il mondo naturale da tanto tempo ormai e con esso è andata smarrita anche la nostra sapienza istintuale, che ci portava a discriminare in maniera naturale e autonoma ciò che poteva recarci danno da ciò che poteva farci bene. 

    La filosofia orientale invece, rimane radicata a questo tipo di sapienza naturale ed interpreta il mondo e la vita in generale attraverso essa.

    Alcuni di noi cercano di studiare questi modelli di pensiero ma credo sia importante non forzare troppo certi saperi all’interno di contenitori analitici e scientifici, perché sono conoscenze che vanno “sentite” più che imparate in senso accademico. Riappropriandosi magari di spazi e tempi per stare con noi stessi, ascoltare la natura e ascoltarci nella natura.

    Ciò di cui voglio parlarvi oggi è proprio una di queste teorie, quella dei 5 elementi o trasformazioni.

    Partiamo dal presupposto che, come dicevo poco sopra, la filosofia orientale ha una visione energetica della vita, secondo la quale tutto si muove di continuo tra energie contrapposte e complementari, in questo flusso che vede l’alternarsi di movimenti di contrazione ed espansione. Basti pensare all’avvicendarsi di giorno e notte, luce e buio, femminile e maschile…tutto si muove ed è in continuo cambiamento. Le stagioni fluiscono, gli alberi cambiano, perdono le foglie in inverno e si rivestono in primavera; l’essere umano nasce, cambia, cresce, fluisce e muore. E poi nuovamente tutto si rigenera e ricomincia dal principio.

    Nell’ambito di questo sistema di continuo fluire delle cose, dell’energia che pervade il mondo e lo fa mutare, la filosofia orientale ci parla delle 5 trasformazioni, che continuano a ripetersi con l’andare delle stagioni, con il loro movimento di espansione e contrazione. Ogni trasformazione, ogni stagione, è pervasa da una sua tipica energia che la fa mutare nella successiva e ad ognuno di questi diversi periodi corrispondono anche alcuni organi del nostro corpo. Perché anche esso (in quanto parte della natura) è pervaso dai medesimi tipi di energie che fluiscono all’interno di canali energetici ben precisi (i meridiani).

    Probabilmente sembrano concetti complicati ma in realtà, sono molto semplici da “sentire” e vedere, anche solo osservando la natura o i bambini. 

    In primavera, ad esempio, possiamo notare molto bene che la natura è in pieno vigore, in piena fase creativa. In questa stagione l’energia è in grande espansione.

    In autunno, invece, tutto va chiudendosi, le piante si spogliano e si preparano ad affrontare il freddo inverno, l’energia produttiva della natura piano piano si ritira, rallenta e quasi si ferma, si contrae.

    La teoria delle 5 trasformazioni utilizza dei simboli naturali che rappresentano le diverse qualità di energie che le caratterizzano, alcune sono espansive, altre di contrazione. Vediamo nel dettaglio.

    ACQUA – corrisponde alla parte finale dell’inverno, quando l’energia chiusa e contratta fino a poco prima (nel pieno inverno), praticamente congelata, inizia a sciogliersi e a poco a poco, a muoversi.

    LEGNO (o ALBERO) – corrisponde alla primavera, la fase in cui l’energia si espande ed è molto attiva nel suo movimento di rinascita e creazione: gli alberi riempiono le loro chiome, i fiori riempiono i prati di colori, i giorni si allungano.

    FUOCO – corrisponde all’estate piena, il momento di massima espansione ed esplosione dell’energia. Quando la natura è al culmine della crescita.

    TERRA – corrisponde alla parte finale dell’estate e alla prima parte dell’autunno. È il momento in cui si raccolgono i frutti e l’energia ricomincia lentamente a discendere verso il basso, per chiudersi e contrarsi poco alla volta. Proprio come il lento movimento delle foglie che cadono per andare a dare nutrimento alla terra.

    METALLO – corrisponde al tardo autunno e alla prima parte dell’inverno. Rappresenta l’energia al suo stadio di massima contrazione. Si tratta di una qualità energetica molto forte in quanto ha bisogno di molta forza per potere stare così contratta, apparentemente immobile. È il momento in cui la natura pare appunto immota e chiusa e la luce è presente per poche ore al giorno. Tutto è congelato.

    Come si può vedere, ci sono tre stagioni in cui l’energia è in espansione e due stagioni in cui l’energia si contrae. In ogni stagione crescono determinate piante che avranno le caratteristiche della stessa energia relativa alla stagione. Queste piante costituiscono il nostro nutrimento naturale e cibandoci di esse, introduciamo nel nostro copro la stessa qualità energetica con la quale sono cresciute.

    All’interno del nostro corpo succede la medesima cosa che accade in natura: l’energia circola attraverso meridiani e organi in un ciclo di espansione (energia che sale) e contrazione (energia che scende). Ogni organo è interessato da questo ciclo, per cui ci saranno organi caratterizzati da una energia o dall’altra, organi alimentati da energia acqua, terra, legno, fuoco o metallo. 

    Ad ogni organo ed energia sono associati degli stati emotivi per cui, se l’organo è in salute e l’energia libera di circolare, le emozioni vengono espresse in maniera equilibrata e senza grandi scossoni o disturbi. In caso contrario si può approdare a stati emotivi alterati che peggiorano la nostra esistenza e quella dei chi ci sta vicino.

    Ciascun organo si può quindi associare ad una delle 5 trasformazioni, può patire di una energia troppo debole o troppo forte e si può dunque curare con gli alimenti naturali portatori di una energia che nutre la mancanza o che ne smorza l’eccesso.

    Ogni energia infatti è nutrita dalla precedente (come la primavera nutre l’estate e così via) ma ogni energia ha anche il suo opposto (come l’estate è l’opposto dell’inverno) che la governa e la controlla.

    Dunque, senza addentrarci oltre in un discorso che diventerebbe troppo complesso, rimaniamo al fatto che in ogni stagione possiamo prenderci cura di noi stessi, ogni volta in maniera differente per rimanere in salute ed equilibrio, seguendo proprio il ciclo delle 5 trasformazioni.

    Oggi inizierò parlandovi dell’energia TERRA, l’energia dell’autunno. Non pretendo di essere esaustiva data la vastità dell’argomento ma solo di fornire alcuni spunti che chi vorrà potrà approfondire informandosi ulteriormente, frequentando corsi, parlando con specialisti come me o tanti altri bravi professionisti del settore.

    L’autunno è il tempo del raccolto, i frutti di questa stagione sono dolci. Basti pensare a cachi, zucca, castagne, uva… L’organo per eccellenza che gestisce il dolce, gli zuccheri, è il pancreas e nella medicina tradizionale cinese, pancreas, milza e stomaco sono gli organi governati dall’energia terra che se si trova in squilibrio, causa fastidi e problemi.

    Il pancreas ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo, in quanto produce succo pancreatico che digerisce alcune sostanze nell’intestino e fornisce insulina e glucagone che regolano la concentrazione di zuccheri (glucosio) nel sangue.

    La milza invece contribuisce alla formazione dei globuli bianchi e produce anticorpi, ha un ruolo quindi all’interno del sistema immunitario e linfatico, immagazzina sali (ferro in particolare).

    Dal punto di vista orientale pancreas e milza costituiscono un unico organo e la sua salute coinvolge molte parti del nostro organismo e aspetti della vita, come ad esempio la salute della bocca, il ciclo mestruale, tono muscolare, energia e stabilità mentale, la qualità digestiva, l’andamento glicemico, allergie e molto altro…

    Un aspetto importante governato appunto da questo organo è l’andamento glicemico e i relativi squilibri dello stesso che spesso portano a quell’inestinguibile voglia di dolce di cui sono vittime molte persone al giorno d’oggi.

    Questi attacchi di fame o di voglia di dolce sono dunque correlati a sbalzi glicemici. Ma come avvengono questi repentini cambiamenti della glicemia? 

    Il nostro corpo vive di zuccheri ed è quindi fondamentale che la glicemia sia sempre in equilibrio. Quando ingeriamo molti zuccheri provenienti da carboidrati semplici (zucchero bianco o di canna, frutta, miele, cereali raffinati…), la digestione di questi è molto veloce, con conseguente rilascio rapido di grandi quantità di glucosio nel sangue. Per riportare i livelli di glucosio nel sangue nella norma, il pancreas rilascia l’insulina. Alti livelli di insulina (conseguenti ad alti consumi di zuccheri semplici) portano, nel giro di poco tempo, all’ipoglicemia (pochi zuccheri nel sangue). Le conseguenze? Poco dopo avere mangiato abbiamo nuovamente fame e la tendenza è di buttarsi nel consumo di altri zuccheri semplici. Anche se lo stomaco in realtà è ancora pieno.

    Questo meccanismo è alla base degli attacchi improvvisi di fame, della voglia costante di dolce, dell’ingrassamento eccessivo, cambi repentini di umore…

    Quando ingeriamo invece zuccheri provenienti da carboidrati complessi (come i cereali integrali), richiedendo una digestione più lunga si verifica un conseguente lento rilascio di glucosio nel sangue che non provoca sbalzi di glicemia.

    Cosa fare quindi per armonizzare questo organo e le sua energia terra? Principalmente consumare verdure e frutta di stagione, cereali integrali; evitando prodotti raffinati, sapori troppo dolci.

    Per curare ed eliminare sintomi e problemi che riguardano pancreas/milza e stomaco, bisogna imparare cosa cucinare e come cucinarlo. Questo ovviamente è un passaggio fondamentale, perché come sappiamo, siamo quello che mangiamo. 

    Io ho trovato la chiave nella alimentazione naturale e nella consapevolezza delle proprie scelte (o non scelte!) e cerco di proporre a chi ne sente il bisogno, il mio modo di salute ed equilibrio, la mia esperienza professionale e personale, che si basano appunto sulla cucina e -più in grande- sulla filosofia macrobiotica e naturale. 

    Qui sul mio sito, come in tanti altri siti che riguardano l’alimentazione naturale, trovate tante ricette e spunti per una cucina sana ed equilibrata anche dal punto di vista energetico.

    Questo mio articolo è un pezzo un po’ lungo e sicuramente bisogna metterci dell’interesse per arrivare fino in fondo…del resto non si vive di sole ricette ma anche di scelte, informazioni e nuove consapevolezze!

    Grazie.

  • L’equilibrio nel piatto: lo Yin e lo Yang

    “INSALATA DI RISO BASMATI INTEGRALE, UN PIATTO MACROBIOTICO IN EQULIBRIO”

    La macrobiotica prevede l’utilizzo di verdure crude prevalentemente durante il periodo estivo, per aiutare a rinfrescarci date le alte temperature.

    In inverno invece meglio evitare il crudo, che ci raffredda troppo in un momento in cui il corpo invece ha bisogno di calore. Più adatto consumarlo sotto forma di insalatini fermentati.

    Però alcuni alimenti, come il pomodoro (e tutti gli alimenti provenienti la fasce climatiche diverse dalla nostra, in questo caso molto più calde) sono davvero troppo raffreddanti ed espansivi e potrebbero causare delle debolezze al nostro organismo.

    Quindi risulta necessario ridurre questa energia espansiva, aggiungendo qualche ingrediente più contraente, che vada a ristabilire il giusto equilibrio nel piatto.

    In questo caso ho utilizzato del gomasio (semi di sesamo tostati e macinati con sale marino integrale).

    Raffreddante e riscaldante, espansivo e contraente, yin e yang: sono termini che fanno parte del vocabolario macrobiotico e che non tutti conoscono; quindi è doveroso impiegare qualche parola affinché chiunque possa comprenderne il significato.

    Secondo la filosofia macrobiotica (come anche in tutta la medicina tradizionale cinese, nonché in tante arti tipicamente orientali) tutto il creato è pervaso e vive all’interno di una alternanza di opposti e complementari: buio e luce, destra e sinistra, sopra e sotto, bello e brutto, vuoto e pieno, salato e dolce, dentro e fuori e via dicendo.

    Per comodità questa dualità viene riposta sotto i nomi di YIN e YANG, due “categorie” all’interno delle quali è possibile ricondurre, dividere, ripartire tutto.

    La categoria YIN è una specie di forza o energia che sale più in superficie, che tende ad espandersi e diffondersi (ma anche tanto altro di più).

    La categoria YANG è una specie di forza o energia che scende più in profondità, che tende a creare contrazione (ma anche tanto altro di più).

    La natura da sempre vive e ricerca costantemente l’equilibrio tra queste due categorie, forze o energie, per dispiegarsi al meglio.

    Ogni cosa ha caratteristiche sia YIN che YANG ma tendenzialmente una delle due prevale all’interno di uno stesso elemento: è qui che si dice che una data cosa è più YIN o più YANG rispetto ad un’altra.

    In questa dualità rientrano anche i cibi di cui ci nutriamo. Alcuni sono più espansivi (YIN) e altri più contraenti (YANG), con le relative conseguenze che abbiamo visto poco fa.

    I cibi più espansivi (YIN), quando sono troppo espansivi, tendono a fare salire la loro energia nelle parti superficiali del corpo e troppo YIN spesso è causa di allergie e fastidi alla pelle ma anche debolezza dell’organismo in generale.

    Mentre i cibi contraenti (YANG), quando lo sono troppo, tendono a creare forti contrazioni nelle parti centrali del corpo, causando i più svariati sintomi e patologie, a partire da sensazione di rigidità, per finire a tumori veri e propri.

    Per questo motivo lo YIN va compensato con lo YANG, perché, affinché ci sia una buona salute, nel piatto deve esserci sempre equilibrio, in funzione anche dei fattori ambientali esterni e della propria condizione.

    INSALATA DI RISO

    2 tazze di riso basmati integrale

    10 pomodorini ciliegini

    2 carote grandi

    2-3 pizzichi di gomasio

    Piccolo pezzo di alga wakame o nori

    Pizzico di sale marino integrale

    Un goccio di olio evo

    Cuocere il riso integrale in acqua (rapporto 1 parte di riso e 2 di acqua) a fiamma bassissima, per assorbimento e con un pizzico di sale marino integrale.

    Nel frattempo mettere a bagno l’alga almeno per 10 minuti. Poi strizzarla un poco e tagliarla molto sottile.

    A parte grattugiare le carote finemente, tagliare i pomodorini in pezzi piccoli.

    Unire il tutto (tranne alga e gomasio) in una terrina e mescolare bene. Aggiungere olio evo.

    Una volta amalgamato il composto, spolverare con gomasio e alga. Riporre in frigo fino all’utilizzo ma estrarre almeno 30 minuti prima di consumare.

  • Consumare cibi di stagione per rimanere in salute. Grano saraceno: ricette ed usi.

    Rispettare i cicli stagionali, ovvero consumare frutta, verdura e in generale alimenti di stagione, è importante per la nostra salute.
    Ma non solo: mangiare cibo appartenente alla fascia climatica in cui viviamo è altrettanto fondamentale.

    La natura per fortuna è ancora saggia e mette a disposizione alimenti adatti ad essere consumati in ogni stagione e clima.
    Nei paesi caldi crescono piante i cui frutti sono adatti rinfrescare il corpo: banana, mango, cocco, cacao, ananas e via dicendo.
    Nei paesi freddi invece crescono piante che quando consumate dall’uomo, gli procurano il necessario calore per non patire eccessivamente le temperature rigide.

    Se in inverno mangiamo banane o cacao, avremo un effetto indebolente, in quanto stiamo introducendo un alimento freddo proprio nel periodo in cui il corpo cerca di difendersi dalle rigide temperature invernali.

    Stesso discorso vale per paesi come il nostro dove esistono le diverse stagioni e differenze di temperatura tra nord e sud: in estate la natura offre frutta e verdura succosa per rinfrescarci, al sud è diffuso l’utilizzo del peperoncino in quanto il piccante fa fuoriuscire il calore dal corpo con effetto raffreddante.
    Nella stagione fredda invece abbiamo la possibilità di riscaldarci con tanti prodotti della terra invernale.
    Uno tra questi è il grano saraceno.

    Il grano saraceno è una pianta erbacea che, pur non essendo un cereale, viene annoverata tra essi in quanto le sue caratteristiche nutrizionali e l’impiego alimentare sono molto simili a quelli di altri cereali.
    Questa pianta cresce nelle zone più fredde ed ha un buon contenuto di calorie, sali minerali ed altre importanti sostanze che la rendono ideale per un consumo nella stagione invernale, procurando al corpo quel calore di cui necessita in questo periodo dell’anno.

    Il grano saraceno inoltre non contiene glutine ed è quindi adatto non solo ad allergici ed intolleranti ma a tutte le persone, in quanto ricordo che il glutine, se assunto troppo di frequente, risulta molto sfavorevole per la salute. Difatti essendo una sostanza appiccicosa, il glutine, quando in eccesso, va ad attaccarsi alle pareti intestinali compromettendo il potere assimilativo dei nutrienti contenuti nei cibi. Per questo è sempre utile apportare varietà alla propria alimentazione, alternando cereali contenenti glutine a quelli che non lo contengono.

    USO DEL GRANO SARACENO IN CUCINA

    Il grano saraceno può essere utilizzato nella sua forma integra, in chicchi, in numerose preparazioni di primi piatti e dal momento che la sua cottura risulta simile a quella degli altri cereali, risulta ottimo come ingrediente per arricchire calde zuppe invernali.

    Di questo pseudo cereale si può usare anche la farina, ottenendo i famosi pizzoccheri oppure la altrettanto conosciuta polenta taragna.

    Ottimo l’uso anche in pasticceria per la produzione di buonissime crostate o torte morbide farcite con marmellate a seconda dei gusti (io consiglio sempre frutti poco dolci e magari aciduli che con il grano saraceno ci vanno a nozze!).
    Ricordi che è sempre meglio utilizzare la farina di grano saraceno in associazione ad altri ingredienti e farine dato il suo scarso potere “legante”.

    RICETTE

    ZUPPA CONTADINA CON GRANO SARACENO (per 2/3 persone)
    80 gr grano saraceno decorticato
    2/3 foglie grandi di cavolo nero
    1 carota
    1 pezzo di cavolo rapa (a seconda dei gusti, io metto circa 60 gr)
    2 cipolle
    Olio evo
    30 gr lenticchie rosse decorticate
    2 foglie di alloro
    Brodo o acqua qb
    Sale

    In una pentola scaldare un cucchiaio di olio e soffriggere la cipolla tagliata a pezzetti con un pizzico di sale, sfumarla poi con un goccio di acqua. Nel frattempo tagliare tutte le verdure a dadini, inserire la carota, il cavolo rapa, il cavolo nero, poi lenticchie e grano saraceno, mescolare velocemente e coprire con acqua già calda. Inserire l’alloro. Portare a bollore fino a cottura del grano. Tenere sempre una pentola con acqua già calda da aggiungere in caso la zuppa si asciugasse troppo. Salare verso la fine.
    PIZZOCCHERI AL NATURALE (per 2 persone)
    160 gr di pizzoccheri
    1 patata tagliata a cubetti
    1 pezzetto di verza tagliata a striscioline
    1 cipolla o porro tagliato a pezzi piccoli
    Sale
    Olio

    Portare a bollore dell’acqua in una pentola e versarvi pizzoccheri, patata e verza fino a cottura ultimata. Nel frattempo scaldare in una padella un cucchiaio di olio, soffriggere la cipolla sfumandola poi con acqua e continuando a stufarla con acqua per 5/10 minuti. Quando i pizzoccheri sono pronti scolarli e saltarli velocemente nella padella con la cipolla.
    POLENTA TARAGNA
    Procurarsi della farina per polenta taragna e cucinarla secondo le indicazioni del produttore. Ottima accompagnata da lenticchie in umido.
    CROSTATA SARACENA AI LAMPONI
    250 gr farina di grano saraceno
    30 gr amido di mais
    1 bustina di lievito naturale
    1 pizzico di polvere di vaniglia
    1 pizzico di sale
    1 buccia di limone grattugiata
    70 gr olio evo
    100 gr malto di riso
    50 gr succo di mela
    Marmellata di lamponi senza zucchero aggiunto

    Unire in una ciotola prima gli ingredienti secchi, poi quelli liquidi. Amalgamare il tutto lavorando con le mani, alla fine si formerà un panetto sodo. Riporre in frigorifero per almeno 30 minuti.
    Successivamente foderare una tortiera con l’impasto per uno spessore di circa 1/2 cm, tenendone da parte un po’ per la decorazione della superficie. Bucherellare il fondo con una forchetta e farcire con la marmellata. Formare le strisce e posizionarle sulla crostata. Infornare a 180° per 20 minuti.

  • Fantastici legumi: indicazioni, consigli e ricette per avere il loro meglio!

    I legumi spesso ci mettono in difficoltà perché non si sa mai come cucinarli, in quali quantità inserirli nella dieta e, dulcis in fundo, i lunghi tempi di preparazione fanno spesso da deterrente.

    Ma non scoraggiamoci perché i legumi sono alimenti davvero virtuosi (ottima fonte di proteine, sali minerali, fibre e altre sostanze dai benefici effetti) e con poco fanno davvero molto.
    Quindi basta un pizzico di organizzazione e…la salute è servita!

    Secondo la medicina tradizionale cinese i legumi appartengono all’elemento “Acqua” e svolgono un effetto curativo e benefico su reni e vescica.
    Il benessere dei reni in particolare, è considerato essenziale per la nostra salute, quindi il consumo di una giusta quantità e qualità di legumi pone le basi per un ottimo equilibrio.

    QUALI LEGUMI SCEGLIERE
    Alcune varietà di legumi sono più curative e digeribili e altre: parliamo di lenticchie, ceci, fagioli azuki, soia nera e fagioli neri in generale.
    Questi legumi sono adatti ad un consumo quotidiano.
    Altri legumi come fagioli cannellini, borlotti, fagioli rossi, piselli, fave, soia verde e via dicendo, sono indicati per usi più saltuari.
    Per quanto riguarda la soia gialla è bene precisare che essendo pesante e difficile da digerire è opportuno non consumarla come un qualsiasi altro legume ma tramite uno dei prodotti in cui, da secoli, viene trasformata e resa più digeribile e salutare: il tempeh, miso, tofu e latte di soia.

    EVITARE I GONFIORI ALLA PANCIA
    Un tipico fattore che trattiene molte persone dal consumare legumi, consiste nella fastidiosa “aria nella pancia”, che in effetti è un pericolo cui si può andare incontro, ma mettendo in atto alcuni accorgimenti, certi fastidi si possono tranquillamente evitare.

    In realtà rischia maggiormente di incappare in questi disturbi chi non ha l’abitudine al consumo di legumi, quindi il primo consiglio consiste nell’INTRODUZIONE GRADUALE, iniziando magari con qualche crema di legumi.
    Procedere successivamente mangiando legumi integri ogni giorno, in piccole quantità e molto ben cotti.

    Il più importante consiglio per una buona digestione e per evitare fastidi è di MASTICARE molto bene; l’aggiunta in cottura di PIANTE AROMATICHE come salvia, alloro, rosmarino, maggiorana e semi di cumino o finocchio, aiuta a prevenire la formazione di aria intestinale.

    Ricordarsi sempre di mettere i legumi in AMMOLLO prima della cottura e di cuocerli con un pezzetto di ALGA kombu.

    QUANTITÀ
    È importante che i legumi facciano parte del nostro regime alimentare affinché sia sano ed equilibrato, ma come in ogni cosa non bisogna esagerare: un paio di cucchiai sono sufficienti a garantirci gusto e salute.

    TEMPI DI COTTURA
    La preparazione dei legumi prevede sempre la fase di ammollo, affinché risultino meglio digeribili. Il consiglio è di ammollarli la sera precedente di modo che si possano cucinare al rientro a casa, mentre sistemiamo o ci facciamo la doccia. Oppure se ci servono per il giorno dopo ancora, si possono cucinare durante il tempo della cena. Con l’uso della pentola a pressione i tempi si riducono molto.
    È più facile farlo che dirlo, basta organizzare i tempi e la cucina e con un pizzico di attenzione si guadagna in salute!

    COME CUCINARLI
    Zuppe e minestroni sono tra le modalità più classiche per cucinare i legumi, oppure, dopo la necessaria lessatura, si possono far saltare in padella con un filo di olio, cipolla e altre verdure, insaporendo poi il tutto con qualche condimento speciale come gomasio o shoyu.

    Un modo gustoso e sfizioso per consumare i legumi, consiste nell’utilizzarli nella preparazione di polpette, burger o sformati. A seguire alcune ricette.

    HUMMUS DI CECI
    200 gr di ceci precedentemente cotti
    2 cucchiai di tahin
    1 presa di sale
    Acqua qb
    1 spicchio di aglio (fac)
    Succo di limone o acidulato di umeboshi qb (fac)

    Frullare insieme gli ingredienti e aggiungere acqua fino ad ottenere una consistenza cremosa e soda.

    BURGER DI LENTICCHIE
    250 g di lenticchie lessate
    1 cucchiaio di tahin
    2 cucchiai di pane grattugiato
    1 scalogno precedentemente stufato
    1 cucchiaio di olio evo

    Frullare il tutto e poi formare il burger.
    Cuocere in antiaderente cinque minuti per lato.

    ZUPPA DI AZUKI
    200 gr di fagioli azuki già ammollati
    2 porri
    1 carota
    1 rametto di rosmarino
    Olio evo e sale qb

    Tagliare i porri a rondelle e poi in pezzi più piccoli, pulire la carota e tagliarla in piccoli cubetti, a parte scaldare 1 litro di acqua o brodo.

    In una pentola soffriggere prima la cipolla e poi la carota con una presa di sale e sfumate con un goccio di acqua. Aggiungere i fagioli ammollati, rosolare un pochino e successivamente aggiungere il brodo o l’acqua bollenti. Inserire il rametto di rosmarino e cuocere a fuoco lento fino a cottura e fare consumare il liquido a piacere. Se necessario aggiungere brodo durante la cottura. Salare verso la fine. Il rametto di rosmarino può essere rimosso a fine cottura.

    PESTO DI BASILICO E CANNELLINI
    100 gr fagioli cannellini già lessati
    1 cucchiaio di tahin
    5/6 manciate di foglie di basilico
    1 cucchiaino di curry (fac)
    Succo di limone, qualche goccia
    Olio evo qb

    Riporre gli ingredienti nel mixer e frullare. Aggiungere olio fino ad ottenere la cremosità desiderata. Al momento di condire la pasta, il riso e via dicendo, conservare due dita di acqua di cottura per diluire il pesto.

    FGIOLI NERI (O SOIA NERA) STUFATI CON FUNGHI
    150 gr fagioli neri più un pezzetto di alga
    60/70 gr funghi a scelta puliti
    2 carote
    2 cipolle
    1 gambo di sedano
    Qualche foglia di prezzemolo tritato
    1 cucchiaio scarso di salsa di soia
    Olio e qb

    Mettere in ammollo i fagioli e cuocerli con l’alga per il tempo necessario.

    Ridurre a cubetti le verdure, soffriggere in due cucchiai di olio la cipolla con una presa di sale, sfumarla con un goccio di acqua e aggiungere le altre verdure rosolandole per qualche minuto. Dopo avere tagliato i funghi in pezzi medi (se sono funghi piccoli tipo chiodini si possono lasciare interi), inserirli, rosolare e portare a cottura. Dopo poco aggiungere i fagioli già cotti e mescolare spesso fino a cottura ultimata. Se si asciuga troppo aggiungere acqua o brodo già caldi. A fine cottura aggiungere la salsa di soia e il prezzemolo tritato.

  • Ricominciare in Leggerezza

    Durante i periodi di festa spesso si tende ad esagerare con il cibo, si fa meno movimento, si sta maggiormente in casa e magari si tende a fare più tardi la sera.

    Dopo un periodo così, il corpo può fare davvero fatica a ripartire ed ecco che le difese immunitarie si abbassano e arrivano i malanni, una grande sensazione di stanchezza e disturbi vari (gonfiori, pesantezza, mal di testa).

    Come fare dunque per ricominciare con il piede giusto?

    Diciamo che questo non è il periodo più adatto per depurare l’organismo -per farlo bisogna aspettare i cambi di stagione, momenti in cui il corpo è predisposto a rilasciare gli accumuli- ma possiamo aiutarci a mettere ordine per ripartire con leggerezza. Vediamo come.

    MOVIMENTO
    Innanzitutto cercate di ritagliarvi un po’ di tempo per svolgere alcune attività come camminare all’aria aperta (almeno 20/30 minuti al giorno) e fare degli esercizi di respirazione profonda. Lo yoga, ad esempio, è un’ottima pratica.

    Queste attività aiutano il corpo ad aprirsi e a riattivare tutta una serie di funzionalità corporee. Muovere il corpo per un periodo di tempo sufficiente significa mantenere una buona funzionalità del metabolismo, con ricadute positive sul sistema immunitario, sul controllo del peso e su molti organi vitali.
    L’attività fisica provoca anche un naturale innalzamento del livello glicemico, rende quindi naturalmente “pieni”.

    FRIZIONI
    Altra pratica importante per aiutare il corpo ad eliminare le scorie dovute agli eccessi, consiste nell’effettuare frizioni del corpo: frizionare il corpo con un panno di cotone bagnato con acqua calda e strizzato.
    Se non si ha molto tempo, limitare le frizioni a viso, mani e piedi.

    La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed è collegato a gran parte delle funzionalità dell’organismo.
    I benefici delle frizioni sono immediati e hanno notevoli ricadute sullo stato di salute in generale: qualità della pelle, eliminazione delle tossine, funzione respiratoria, scioglimento del grasso sottocutaneo, funzionalità dell’intestino crasso.

    RIDURRE CERTI CIBI
    Dopo grandi abbuffate può essere utile un breve periodo di riduzione di oli e cibi pesanti (come gli alimenti di origine animale). Una piccola quantità di olio a pasto è più che sufficiente.
    Evitare prodotti raffinati come zucchero e farine bianche, cercare di ridurre al minimo, se non eliminare, i prodotti da forno.

    ZUPPA DI MISO
    La panacea di tutti i mali è lei, la zuppa di miso. Scioglie gli accumuli e gli eccessi, aiuta a disintossicarsi e riequilibrare la salute. Con l’aggiunta di qualche goccia di limone, aiuta il fegato a lavorare al meglio. Da consumare all’inizio di ogni pasto. (Qui trovate la ricetta della zuppa)

    CEREALI INTEGRALI E VERDURE
    Consumare cerali integrali in chicco. Il miglio, in particolare, ha note proprietà alcalinizzanti che aiutano a contrastare l’acidità creatasi con il consumo di carni, latticini e dolciumi.
    Allo stesso scopo è utile consumare verdure, naturalmente ricche di sali minerali che eliminano l’acidità restituendo il corpo al suo stato alcalino.

  • Se il bambino è raffreddato: rimedi macrobiotici

    Naso chiuso, tosse, difficoltà respiratorie, sono sintomi molto fastidiosi anche per noi adulti. E quando ad essere raffreddati sono i nostri piccoli? Può diventare un calvario, anche notturno.

    Ma anche in questo caso la macrobiotica ci viene in aiuto, usando l’alimentazione come terapia naturale in caso di raffreddamento e, dato che a tavola ci sediamo tutti giorni, vale la pena iniziare proprio da qui.

    Innanzitutto per me rimane sempre valido il motto “prevenire è meglio che curare”, quindi quando inizia la stagione dei raffreddori e delle influenze, quando a scuola i bimbi iniziano ad ammalarsi uno via l’altro, ecco che scatta il “piano prevenzione”.

    Partiamo quindi con alcuni suggerimenti validi sia a scopo preventivo, che attuabili anche in presenza del sintomo.
    Come gran parte dei rimedi naturali, anche la terapia macrobiotica non cura semplicemente il sintomo, ma risale direttamente alla causa.
    Ecco perché in caso di irritazione delle mucose o per sostenere adeguatamente il sistema immunitario, è necessario avere un intestino efficiente e in forma. Quindi risulta molto utile equipaggiarlo di fermenti di ottima qualità, quali quelli che troviamo nella salamoia e (per i bimbi più grandi) nel miso. (Prestate sempre attenzione al fatto che i prodotti fermentati non siano pastorizzati, processo tramite il quale la maggior parte dei fermenti muore).

    Possiamo condire la pasta con delle olive in salamoia o farcire un panino con alcuni crauti, preparare qualche insalatino (qui trovate come fare), o una buona zuppa di miso (cos’è il miso? Clicca qui). Attenzione però a non inserire questi alimenti in cottura: morirebbero i fermenti, perdendo così tutti i benefici.

    Per rinforzare i polmoni invece usiamo le radici e tutti i tipi di cavoli. Perfetti quindi sedano rapa, pastinaca, daikon, carota, barbabietola, rapa, curcuma, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavoletti di bruxelles…

    Tra i cereali prediligere il riso, che rinforza l’apparato polmonare.

    Un ulteriore consiglio per rinforzare le difese e guarire più velocemente consiste nel frizionare la pelle con un panno inumidito con acqua calda. Dedicarsi soprattutto a frizionare mani, piedi, testa, petto e schiena. Una pelle libera di respirare e di eliminare gli eccessi o le sostanze dannose, costituisce un presupposto molto importante per mantenersi in salute.

    Veniamo dunque ai “no”. Prima però è il caso di fare una precisazione: questi consigli sono utili in generale, per mantenere una buona salute secondo i principi macrobiotici, applicabili tutti i giorni e sempre validi. Ma chi è abituato a mangiare frutta e verdura cruda anche in inverno o vuole mantenere certe abitudini, può ricorrere a questi suggerimenti anche solo in caso di malanno conclamato, per poi tornare alle proprie abitudini.
    Sperimentare nuove forme di salute, anche per poco tempo, è comunque un passo avanti verso una nuova conoscenza. Sapere è importante per potere scegliere.

    Torniamo quindi ai nostri “no”: cosa non fare.

    No alla dieta pesante. Prediligere una dieta leggera con poco olio e non crudo ma solo inserito in cottura. L’olio crudo infatti ha la particolarità di raffreddare il corpo e creare muco.

    Per lo stesso motivo evitare gli alimenti crudi in generale: preferire verdure cotte, soprattutto quelle più dolci, frutta cotta ed evitare i succhi di frutta.

    No agli alimenti di origine tropicale. Quindi niente banana, ananas, cioccolato…

    Niente zuccheri raffinati che intasano e indeboliscono il corpo. Sostituire se necessario con il malto di riso, utile anche in caso di tosse secca.

    Eliminare i prodotti da forno: anche questi indeboliscono e creano muco.

    No a latte e latticini per le numerose controindicazioni ormai note, in aggiunta al fatto che aumentano la produzione di muco.
    In caso di bimbi latte dipendenti, nel momento del sintomo acuto, sospendere per qualche giorno l’assunzione di latte e derivati, provando a sostituire con bevande vegetali (soprattutto di riso). La diminuzione di muco e infiammazione sarà notevole.

    In ultimo, vorrei sottolineare come in questo articolo ho preferito concentrare l’attenzione sui rimedi per i bimbi in caso di raffreddamento, ma questi consigli sono validi per chiunque, adulto o bambino che sia; sono norme di buona salute e di cura, tramite una sana alimentazione di tipo naturale.

  • Carote pressate, la magia della Fermentazione

    Nel parlarvi della ricetta di oggi vi mostro orgogliosa un attrezzo che mi piace tanto e che uso molto: il pressa verdure. Che non è però necessario, ma molto più pratico e in frigo riduce notevolmente l’ingombro. Ma procediamo con ordine e partiamo dall’inizio.

    Oggi ho fatto le carote pressate con il sale. La pressatura veniva usata in passato per conservare certi alimenti, quando ancora non esistevano i frigoriferi.

    La procedura è semplice e veloce; poi bisogna dare modo alla natura di seguire il suo corso: ed ecco che, un alimento -una verdura con le sue caratteristiche e cose buone- si trasforma in un altro, ancora più ricco e buono per noi.

    Infatti, utilizzando il metodo della pressatura, già dopo 12 ore si attiva una leggera fermentazione che presenta numerosi vantaggi tra cui:

    produzione di varie vitamine, fermenti lattici e acido lattico, che rinforzano stomaco e intestino, attivando la digestione e riattivando la flora batterica intestinale e vaginale; forniscono sali minerali e vitamine, rinforzano il sistema immunitario, inibiscono lo sviluppo di batteri intestinali patogeni.

    Le verdure pressate in particolare aiutano a metabolizzare i grassi.

    Consiglio spesso l’utilizzo di insalatini, salamoie varie e verdure pressate, soprattutto in caso di debolezze intestinali o periodi di necessario recupero, durante e dopo i virus che colpiscono l’intestino. Li uso spesso anche in famiglia (a fine pasto non mancano praticamente mai), e posso assicurare che godiamo di una salute davvero ottima!

    Ecco la procedura:

    Sbucciare le carote e tagliarle molto molto finemente (meglio usare la mandolina) a rondelle o striscioline e mettere in un recipiente. Mescolare con il sale (1 cucchiaino da caffè per kg di verdura). Mettete le carote in una ciotola e metteteci sopra un’altra ciotola con un peso di almeno 1 kg (una bottiglia piena di acqua dovrebbe bastare). Oppure usate il pressa verdure. Dopo un po’ le verdure inizieranno a rilasciare la loro acqua.

    La pressione può variare da un minimo di 30 minuti, ad un massimo di 24 ore.

    Le verdure sotto pressione si conservano in frigorifero nella loro acqua ( mi raccomando non scolatele finché sono conservate in frigo!) per 2/3 giorni.

    Prima di servire, strizzare con le mani le verdure facendo uscire la loro acqua e poi condire a piacere.

  • La pace

    Oggi un articolo speciale -ovviamente a modo mio e con le mie competenze- sulla pace, che dovrei pubblicare ogni giorno, perché ogni giorno ce ne sarebbe bisogno, di pace, in tutto il mondo, anche da dove le notizie non le fanno arrivare.

    Michio Kushi e Charles Ohsawa, considerati i due padri fondatori della macrobiotica, si sono conosciuti in un centro per la Pace Mondiale (che nient’altro era se non l’abitazione di Ohsawa), in quanto entrambi, ognuno a proprio modo, hanno perseguito il sogno della pace.

    È pensiero comune di questi due uomini, che per creare un mondo di pace, ci vogliono persone in pace.

    Gli studi di Kushi e di Ohsawa su quelli che sono gli effetti del cibo sul corpo e sulla mente, portano in una direzione: per arrivare ad una pace interiore, un equilibrio interno, anche il corpo deve essere in armonia. Uno dei principali mezzi per ottenere questa armonia è l’alimentazione.

    Rabbia, paure, ansia, aggressività, sono caratteristiche di un corpo in disequilibrio, con organi indeboliti. L’alimentazione, e in generale tutto lo stile di vita, può contribuire in maniera decisiva nell’inasprire o pacificare certi stati d’animo.

    La dieta e lo stile di vita moderni non aiutano per nulla a risolvere certe fragilità psico-fisiche, anzi, spesso e volentieri ne favoriscono l’insorgenza.

    Questi pensieri e studi, di Ohsawa, di Kushi e, molto più in piccolo, il mio, sono solo dei piccoli puntini nel bel mezzo della vastità, non più grandi di chicco di grano. Ma se piantiamo un solo chicco di grano, esso, da solo, può dare 10mila chicci di grano.

    georgemichio

  • Rinforzare il sistema immunitario

    Parliamo di INFEZIONI VIRALI e SISTEMA IMMUNITARIO. Come sostenere la risposta immunitaria durante e dopo certe malattie debilitanti? Uno degli organi deputati alla creazione di ANTICORPI è la MILZA, la quale (insieme al PANCREAS) si occupa di gestire la questione glicemica. Basilare per il suo equilibrio è quindi il rapporto con gli zuccheri.
    Cosa mangiare allora per favorire l’equilibrio di questi organi e di conseguenza per supportare il nostro sistema immunitario?
    MIGLIO
    ALIMENTI A CONSISTENZA CREMOSA
    VERDURE DOLCI
    CONDIMENTI A LUNGA FERMENTAZIONE

    Da evitare invece:
    Zucchero bianco
    Grassi animali (in particolare latticini e pollo)
    Olio crudo
    Farina bianca
    Cibo tropicale (ahimè il cacao..)
    Alcool
    Bagni troppo lunghi
    Troppo tempo seduti
    Umidità
    Litigi e negatività

  • Giornata no? Facciamo due passi!

    Facciamo una camminata al sole!

    Per stare davvero in SALUTE oltre ad una dieta di cibi SEMPLICI (non raffinati) sono necessari un atteggiamento POSITIVO e ACCOGLIENTE nel vivere la nostra giornata e MOVIMENTO.

    Possiamo tranquillamente dire che alimentazione sana e movimento aiutano l’instaurarsi della giusta propensione ad affrontare la vita in maniera equilibrata.

    Quindi, se capita una giornata no, niente di meglio e più efficace di una bella passeggiata (o corsa) verso il sole!
    Buona giornata!

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