• Bibliografia di alimentazione naturale

    Oggi vi parlo di libri.

    Esistono davvero tantissimi testi a tema alimentazione, in primis i ricettari; direi che è un vero e proprio genere. 

    Stile alimentare macrobiotico e cucina naturale, rimangono ancora argomenti abbastanza di “nicchia” ma per fortuna sempre meno e dato che spesso mi viene chiesto, oggi mi dedico a qualche consiglio per chi volesse approfondire.

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    “Il cibo dell’uomo – La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze” 

    F. Berrino, Ed. Franco Angeli

    In questo testo il dott. Berrino ha raccolto appunti e articoli scritti negli anni, in cui cerca di fornire una guida per chi si interroga su quale possa essere l’alimentazione migliore per sé e per la propria famiglia, a chi soffre di disturbi più o meno importanti, mettendo sempre in relazione il cibo e i suoi effetti sul nostro corpo e più in generale, sulla nostra vita.

    È un testo assolutamente fruibile da tutti.

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    “Il cibo della gratitudine – Guida alla Cucina Macromediterranea” 

    Simonetta Barcella, Titti Gemmellaro, Elvira Lotti Matteotti, Silvia Petruzzelli, Rita Possemato con il contributo di F. Berrino

    Ed. Terra Nuova edizioni

    Questo testo è un vademecum sui principi fondamentali dell’alimentazione macromediterranea. 

    Una introduzione di spiegazione alla macromediterranea, una ampia analisi dei vari alimenti da avere in dispensa, i pasti, metodi di cottura e conservazione, nonché delle ottime ricette.

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    “Il nuovo libro della macrobiotica – Dieta , alimentazione e salute secondo la macrobiotica”

    Michio Kushi

    Ed. Mediterranee

    Questo è un testo che tutti gli studiosi di macrobiotica hanno in libreria. Si tratta di un libro scritto dal maggiore divulgatore dello stile alimentare macrobiotico in occidente, in cui vengono presentati i principi fondanti dello stesso.

    Libro consigliato per chi ha già un po’ di dimestichezza con l’argomento.

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    “Nutrizione preventiva – Come scegliere l’alimentazione corretta per prevenire la maggior parte delle malattie”

    L. Pennisi

    Ed. Tecniche Nuove

    Luca Pennisi è un divulgatore scientifico naturopata che si occupa anche di alimentazione.

    Questo testo illustra i maggiori ambiti e le basi per una corretta nutrizione preventiva, nonché il rapporto tra alimentazione e alcune malattie.

    Il libro può essere letto sia dagli addetti ai lavori che da chiunque sia interessato alla propria salute a tavola.

    Ciò che mi piace maggiormente di questo testo è la semplicità di comprensione, nonostante le tematiche a volte più tecnico-scientifiche, e i numerosi riferimenti a studi e alla bibliografia.

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     I libri di ricette e indicazioni alimentari di Federica Gif e di Dealma Franceschetti. La prima si occupa di alimentazione salutare in generale, Dealma invece si occupa più nello specifico di alimentazione macrobiotica.

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    Per quanto riguarda i libri a tema cibo e alimentazione per bambini e ragazzi, scriverò al più presto un articolo totalmente dedicato.

  • biscotti di natale

    Quest’anno abbiamo pensato che sarebbe molto bello regalare per il giorno di Natale dei biscotti fatti da noi, recuperando vasetti di vetro e altro materiale da riciclo per le confezioni. Sarà un Natale “zero waste”!

    Mia figlia Nina ed io ci siamo messe subito all’opera e abbiamo prodotto questa prima sfornata di biscotti natalizi, che sono piaciuti a tutti! Come al solito sono senza zucchero, con farine integrali e tanto buoni!

    In accordo con il nostro motto “niente sprechi”, abbiamo usato ciò che avevamo in casa, farine e fiocchi da terminare e per dolcificare, la frutta di stagione: dei cachi maturissimi, una pera fresca appena consegnata dal contadino e frutta essiccata.

    BISCOTTI DI NATALE “ZERO WASTE”

    (dosi per due tre teglie)

    600 gr farina integrale di farro

    30 gr fiocchi integrali di farro

    18 gr di lievito naturale per dolci

    1 pz di sale marino integrale

    cioccolato fondente tagliato in piccoli pezzi qb

    buccia di 1 limone grattuggiata

    160 gr olio evo delicato

    Cremina dolce ottenuta frullando 2 cachi maturi, mezza pera, una manciata di uvette, 5 albicocche essiccate

    Unire tutti gli ingredienti secchi, mescolare. Aggiungere poi gli ingredienti liquidi, mescolare e impastare, fino ad ottenere un impasto sodo.

    Lasciare riposare l’impasto almeno un ora in frigorifero (può essere preparato anche il giorno prima).

    Stendere il panetto fino a raggiungere lo spessore di mezzo cm circa e, utilizzando forcine a piacere, ricavare i biscotti da poggiare sulla placca da forno.

    Infornare a 180 gradi per 10/12 minuti circa.

  • mindful eating

    Quante volte mangiamo senza avere realmente fame ma solo perché è l’ora della pausa oppure arriviamo al momento del pasto affamatissimi e, aprendo la dispensa, trangugiamo le prime cose che troviamo, senza troppo fermarci a pensare!

    Altre volte invece mangiamo seguendo -più o meno consapevolmente- alcune regole, idee e giudizi (a volte pre-giudizi) che ci siamo fatti sul cibo e che hanno larga influenza sul nostro modo di alimentarci per tutto l’arco della nostra vita. Spesso queste credenze si sono create in seno alla famiglia di provenienza.

    Quando trangugiamo il cibo senza pensare, assaporare, restare in contatto con il nostro sentire, spesso non avvertiamo i segnali di sazietà che ci manda il nostro corpo e mangiamo molto più di ciò che realmente ci serve. 

    In questi casi si può parlare di vera e propria alimentazione inconsapevole e oggi è un approccio al nutrimento molto diffuso.

    Le motivazioni che ci celano dietro questo modo di alimentarsi, sono svariate: 

    • noia o tristezza
    • stati di agitazione
    • insoddisfazione…

    ma potrei andare avanti ancora.

    Spesso dunque mangiamo non per nutrire il nostro corpo, ma per consolarci dal punto di vista emotivo o per passare il tempo. 

    Questo spesso comporta un rapporto negativo con l’idea che abbiamo del nostro corpo e una visione distorta del principio del nutrimento.

    I ritmi e lo stile di vita frenetici dentro i quali siamo oggi risucchiati, non facilitano il rimanere connessi con il nostro sentire: la vita sedentaria, la facilità di accesso a cibi al alto impatto calorico e glicemico, con molti ingredienti raffinati, la frenesia con la quale dobbiamo convivere sotto ogni aspetto delle nostre vite, l’ansia della performance… 

    Le pratiche di alimentazione consapevole, MINDFUL EATING, sono in grado di offrirci una  valida alternativa per disattivare questa modalità di approccio al cibo.

    Mangiare con consapevolezza ci permette di riscoprire la cura e l’attenzione per noi stessi, ci consente di esperire il momento del pasto in maniera del tutto diversa, di sentire realmente il sapore di ciò che mangiamo e di essere pienamente soddisfatti, di avvertire il senso di sazietà e soprattutto ci rende possibile rimanere in contatto con il nostro sentire, comprendendo da dove si origina il nostro senso di fame.

    L’accettazione è uno dei fondamenti principali della mindfulness e anche per quanto riguarda il mindful eating, è un principio attraverso il quale si impara ad accettare il nostro corpo per come è, nel momento presente. Solo accettandoci possiamo amarci e amare il nostro corpo significa stabilire una relazione positiva che ci permetterà di innescare un circolo virtuoso in grado di stimolarci a fare il meglio per noi stessi, quindi a mangiare in maniera consapevole con ricadute positive sulla gestione del peso, dell’autostima e del rapporto con il cibo e con la nostra persona in generale.

    Come fare dunque per iniziare ad alimentarsi in modo più consapevole?

    Innanzitutto bisogna dire che avere a che fare con il cibo, offre molte occasioni di attenta osservazione: un alimento prima di arrivare sulla nostra tavola, viene acquistato, lavato, tenuto in mano, tagliato, preparato, cucinato…

    Vediamo come muovere i primi passi:

    • innanzitutto possiamo iniziare ad organizzarci provando a programmare un menù settimanale di base. Mettendo nero su bianco abbiamo la possibilità di riflettere sulle nostre abitudini alimentari.
    • Il secondo passo può essere la spesa consapevole in base al nostro menù. Prendersi del tempo per leggere le etichette degli alimenti che acquistiamo abitualmente è una ottima abitudine per verificare ciò che realmente mettiamo in tavola ed eventualmente è una buona occasione per cercare delle alternative, magari affidandosi a qualche professionista che ci possa meglio indirizzare.
    • Mentre prepariamo il pasto, soffermiamoci con grande concentrazione a toccare le superfici, a saggiare le consistenze, annusare odori, guardare i colori.
    • Una volta a tavola, prima di mangiare, osserviamo ciò che abbiamo nel piatto, recuperiamo il contatto con noi stessi e il nostro corpo, cerchiamo di capire dove ha origine la nostra fame. Desideriamo cogliere questo cibo e in quale misura? Che pensieri ci suscita sederci a tavola davanti al cibo?
    • Osserviamo il cibo nel piatto: da dove viene? Ha preso sole, pioggia, vento? Che strada a fatto per arrivare fino a noi?
    • Iniziamo a mangiare, prestando attenzione al gusto e alla consistenza del cibo in bocca.   Prestiamo attenzione ai messaggi di corpo e mente, soprattutto al senso di sazietà.
    • In ultimo è importante prestare attenzione alle sensazioni fisiche e mentali nelle ore che seguono il pasto. Come ci sentiamo? Questa operazione è interessante per riflettere sul nostro modo di alimentarci.

    Certo è necessario fare pratica e nel tempo sarà possibile leggere molto meglio le sensazioni e a rimanere in contatto con il corpo.

    Un approccio mindful al cibo, guidato da un professionista, è sicuramente la modalità migliore per imparare ad alimentarsi in maniera consapevole, ma già seguendo questi principi si può giungere ad una maggiore chiarezza e contatto con se stessi.

    Respirate e provate.

  • La Formaggella di Soia

    La formaggella di soia è, fra tutte, probabilmente la ricetta a maggiore resa con minore fatica! 

    Davvero semplice e in poche mosse abbiamo finto, basta solo avere la pazienza di aspettare qualche giorno!

    Devo ammettere che a me lo yogurt di soia non piace per nulla ma la formaggella, con la fermentazione, acquista un sapore davvero interessante e a me piace molto.

    È una preparazione molto fresca e ci si può sbizzarrire aggiungendo aromi e altri ingredienti  per insaporire a piacere. Volendo possiamo anche diminuire il sale e farne una versione da usare nei dolci.

    Ma corriamo alla ricetta!

    FORMAGGELLA DI SOIA

    500 gr di yogurt di soia al naturale (senza zucchero o altre aggiunte)

    Succo di mezzo limone

    1 pz di sale marino integrale

    Aromi a piacere

    Colino

    Ciotola 

    Garza o panno di cotone leggero (attenzione a che non abbiano residui di detersivi o odorino di ammorbidenti. Io li faccio sempre bollire in acqua con bicarbonato o aceto).

    Mescolare lo yogurt con gli altri ingredienti ancora nel barattolo.

    Appoggiare il colino sopra alla ciotola e la garza o il panno aperto, sopra al colino. 

    Versare lo yogurt dentro la garza, chiuderne i lembi e mettere in frigorifero per uno o due giorni. A volte arrivo a tre, ma difficilmente resisto!

    Fare attenzione a che il composto non entri in contatto con il liquido di colatura.

    Un volta passato il tempo necessario, travasare il composto ottenuto in un recipiente e aggiungere aromi a piacimento (erba cipollina, menta, timo, aglio, pomodorini essiccati, frutta…).

    Se non si consuma subito, riporre e conservare in frigorifero.

  • Pane Integrale con Pasta Madre

    Il pane fatto con la pasta madre ha tutto un altro sapore rispetto a quello fatto con il lievito di birra, per non parlare poi del profumo!

    E poi, diciamolo, che fare il pane da sé, da una grande soddisfazione! Anche se è una ricetta che consta per la maggior parte di due semplici ingredienti come acqua e farina, è sempre meraviglioso ed emozionante vederlo lievitare, aspettare che esca dal fono e attendere si intiepidisca per poterlo assaggiare.

    Non so voi, ma io sono sempre in trepidante attesa di verificare come è venuto. Perché non ho mai fatto un pane uguale all’altro, anche usando la stessa ricetta. Tante sono le variabili che possono modificare il gusto e la consistenza, a cominciare proprio dalla pasta madre, passando per il meteo e finendo con l’umore!

    Ogni volta è sempre la stessa emozione! E dal momento che in questo periodo abbiamo tutti bisogno di sentimenti positivi, ecco che fare il pane si trasforma in un atto terapeutico in grado di liberare la mente per un po’ dai rimuginii meno favorevoli.

    Ecco come l’ho fatto!

    PANE INTEGRALE CON PASTA MADRE

    100 gr di pasta madre rinfrescata

    250 gr farina integrale di farro

    250 gr farina di grano tipo 2

    1/2 cucchiaino di sale

    acqua qb

    Ho rinfrescato la pasta madre alle 16 e l’ho lasciata fuori dal frigo fino alle 20.

    Ho sciolto la pasta madre in un po’ di acqua, poi ho unito le farine e il sale.

    Ho impastato finché il panetto non è diventato omogeneo, morbido ed elastico.

    Ho cosparso la superficie con un goccio di olio, per evitare che si formi la crosta, ho coperto con una pellicola e lasciato fuori frigo ancora 1 ora circa.

    Poi messo in frigo fino al mattino dopo.

    Ho tolto l’impasto dal frigo verso le 8 di mattina, l’ho lasciato a temperatura ambiente ancora fino alle 10,30 circa, ho impastato molto delicatamente dando la forma al mio pane (io ho fatto un filoncino da riporre nello stampo da plum-cake), l’ho messo nello stampo, ho cosparso la superficie con la farina e ho fatto dei tagli decorativi (devo ancora affinare la tecnica!).

    Ho lasciato lievitare fino alle 16.30 e ho infornat0 a 200° per 50 minuti.

    Il pane è pronto quando, bussando sulla fondo, si sente un rumore sordo di “vuoto”.

    Una volta terminata la cottura, ho lasciato raffreddare per qualche ora.

    Ecco una foto della sezione del pane!

    pane fetta

  • La Torta Paesana

    A fine mese collaborerò alla realizzazione di un evento, affiancando uno chef per la realizzazione di un  menù di sua creazione.

    Quando ci siamo sentiti al telefono, mi ha lanciato la sfida: perché non provi a rivisitare in chiave macrobiotica il dessert? Non me lo sono fatta ripetere due volte…ed è così che è arrivata la mia ricetta della torta paesana senza uova, zucchero, latticini e farine raffinate, proprio come si faceva una volta, per non buttare il pane vecchio e indurito.

    Non amo particolarmente questo tipo di torta ma l’ho fatto assaggiare allo chef e al “grande capo” a cui è piaciuta molto, e, dal momento che è stato promosso a pieni voti, posso regalare la ricetta anche a voi!

    TORTA PAESANA (per una tortiera del diametro di 17/18 cm circa)

    150 gr di pane integrale raffermo

    500 ml di bevanda di mandorle

    100 gr di mandorle tritate in farina

    una manciata di uvetta

    una manciata di pinoli

    2 cucchiai di cacao amaro

    40 grammi olio evo delicato

    buccia di mezza arancia e mezzo limone

    1 anice stellato

    crema dolcificante (succo mezza arancia, un goccio di succo di mela, 2-3 albicocche essiccate, 3-4 cubetti di mela o pera, frullare tutto insieme)

    mezza bustina di lievito naturale

    Mettere il pane in ammollo con la bevanda vegetale e l’anice stellato, almeno un oretta, fino anche a tutta la notte. Rimestare ogni tanto.

    Togliere l’anice e schiacciare il composto con i rebbi della forchetta, aggiungere gli altri ingredienti, avendo cura di conservare qualche pinolo da usare come guarnizione sulla superficie.

    Riempire una tortiera precedentemente foderata con carta forno.

    Infornare a forno già caldo e in modalità ventilata a 180 gradi per 50-60 minuti. Potrebbe volerci anche di meno o di più a seconda del forno e dell’umidità del composto ma anche della giornata. Fate sempre la prova con lo stecchino!

     

     

  • Muffin Carote e Arancia

    Una merenda semplice, leggera, buona e gustosa!

    In tanti mi avete chiesto la ricetta, soprattutto per le colazioni dei vostri bimbi che prediligono sapori semplici. E poi, in effetti, anche solo la forma di questi mini tortini è accattivante!

    Come sempre i miei dolci sono senza derivati animali, senza zucchero e prodotti raffinati, solo il dolce naturale della frutta e tanta semplicità.

    Volendo una cottura più leggera, si può optare per quella a vapore per 30 minuti.

    MUFFIN CAROTE E ARANCE

    250 gr farina integrale di farro
    1 carota grande
    1 bustina di lievito naturale 
    1 pz sale marino integrale
    Succo di 1/2 arancia + buccia
    45 ml olio evo + 1 cucchiaino di crema di nocciole

    cremina dolce composta da: 4 albicocche essiccate, metà pera o mela piccole, un dito di succo di mela trasparente, frullare il tutto
    Succo di mela qb

    Unire gli ingredienti secchi e poi quelli liquidi tranne il succo di mela. Mescolare e unire il succo di mela fino ad ottenere un impasto bello cremoso ma non proprio liquido.
    Infornare a 200° per 10 minuti, poi abbassare a 180 per 15 minuti circa. Fare sempre la prova dello stecchino, deve uscire asciutto.

  • Strudel di Mele

     

    Qualche giorno fa ho fatto questo dolce che a tanti ricorda il natale. Come promesso, vi regalo la ricetta. In giro si trovano molte varianti, ma la base è sempre la stessa: le mele.

    Importante, secondo me, che non manchino la frutta, la cannella e il limone: sono gli ingredienti che rendono lo strudel super profumato.

    Altro ingrediente che a mio avviso non deve mancare sono i semi oleosi (che siano nocciole, pinoli, mandorle o noci), perché danno quel tocco di croccantezza che rende super la scioglievolezza tipica dello strudel.

    La prossima volta proverò una variante con le pere…e magari qualche goccia di cioccolato! Giusto perché è natale!! 🙂

    Ingredienti:

    3 mele

    2 manciate di uvette

    2 manciate di nocciole tritate grossolanamente

    scorza di un limone

    1 cucchiaino di amido di mais o kuzu

    acqua qb

    1 cachi maturo frullato con poco succo di mela o acqua

    1 pz cannella

    1 pz di sale marino integrale

    Unire tutto in casseruola tranne l’amido. 

    Cuocere a fuoco lento per 20 minuti. 

    Sciogliere l’amido in un goccio di acqua e unire alle mele. 

    Continuare la cottura per 2 minuti. 

    Spegnere e freddare.

    Per l’impasto:

    100 gr esubero pasta madre + 300 gr farina integrale di farro (oppure 400 gr farina) 

    100 gr olio evo delicato

    succo di mela qb

    1 pz sale marino integrale

    Impastare e fare riposare in frigo 30 minuti. 

    L’impasto deve avere la consistenza del lobo dell’orecchio. Poi stendere a forma rettangolare, riempire al centro lasciando liberi i lembi di ogni lato per richiudere (come fosse un pacchetto regalo!).

    Infornare a 180 gradi, modalità ventilata, per 40 minuti.

    Volendo si può rendere la superficie lucida con un cucchiaino di malto mescolato a 3 di acqua. Spennellare sulla superficie a cottura ultimata. 

    Io ho aggiunto anche le nocciole tritate. 

    Rimettere in forno (anche spento) per qualche minuto.

  • Torta salata Erbette, Cipolla e Pomodorini essiccati

    Nel fine settimana ho preparato una torta salata che a casa mia è un must: piace a tutti (parenti e amici) e tutti la chiedono, è ottima come secondo piatto e contorno, ideale per l’asporto. Mia figlia se la porta a scuola come merenda!

    La torta salata è una preparazione super democratica in quanto molto semplice da preparare quindi adatta a tutti i livelli di competenza- e accoglie ogni tipo di ripieno, diverso a seconda della stagione.

    Come sempre, io non uso uova o formaggi nei miei piatti e come legante sono solita preparare una pastella fatta con acqua e farina di ceci che rende il risultato finale ancora più gustoso.

    Per fare la sfoglia ho usato una parte di esubero di pasta madre, ma si può tranquillamente sostituire lo stesso quantitativo con la farina utilizzata. Con la pasta madre il risultato è sicuramente più profumato!

    Per la sfoglia:

    100 gr di esubero di pasta madre

    200 gr di farina integrale di grano

    1 pz di sale marino integrale

    1 cucchiaino di olio evo

    Acqua qb

    Unire gli ingredienti fino a formare una palla soda e soffice (proprio come il sederino di un neonato!) da stendere con il mattarello e bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta.

    Per il ripieno:

    150 ml acqua uniti a 75 gr farina di ceci, ben amalgamati e messi a riposare per almeno due ore (si può anche preparare il giorno prima e lasciare in frigorifero a riposare)

    1 cipolla grande tagliata a mezzaluna

    erbette a volotà, lavate e tagliate a striscioline

    2-3 pomodorini essiccati tagliati a pezzetti

    1-2 cucchiai di olio evo

    2 pizzichi di sale marino integrale

    scaldare l’olio in una padella sufficientemente grande, rosolare la cipolla con un pizzico di sale e un goccio di acqua. Inserire qualche aroma a piacere e le erbette. Saltare per qualche minuto e fare freddare.

    Unire alle erbette la pastella e i pomodorini. Mescolare molto bene in modo da amalgamare gli ingredienti.

    Distribuire il ripieno sulla sfoglia, richiudere i bordi. Infornare a 180 gradi per 30/40 minuti (a seconda del forno).

  • Cavolo Rapa: Purea o Crocchette? Due ricette in una

    Come promesso ho provato a trasformare il cavolo rapa che avevo in frigorifero in qualcosa di buono. E devo dire che l’esperimento ha passato a pieni voti l’esame dell’esigentissima giuria di casa!

    Ma attenzione: non mi sono limitata ad una preparazione, bensì a due, o meglio, a due in una. Ovvero sono partita da una base fino ad ottenere una purea fantastica con cui ho fatto delle quenelle morbide, delicate e profumatissime, ottimo contorno ad un piatto di cereali e/o legumi, soprattutto in umido, con un po’ di sughetto.

    Poi dalla purea, con l’aggiunta di altri ingredienti, ho voluto fare delle crocchette da “pasto completo” (perché ho inserito anche un cereale), e il risultato ha stupito anche me! Le ho cotte al forno e sono l’ideale anche come pranzo d’asporto.

    Io non ho avuto tempo di organizzare un contenitore per l’asporto, perché sono state letteralmente spazzate via in pochi secondi…ed io a dire “masticate, masticate!!”!

    Il cavolo rapa ha un sapore riconoscibile e molto delicato, è super versatile, ve ne accorgerete cucinandolo.

    La purea può essere tranquillamente usata come spalmabile su crostini ma anche sulla polenta calda, io l’ho provata, una vera delizia! Volendo farla un poco più soda, basta aggiungere qualche cece in più.

    Con l’impasto per le crocchette ci si può sbizzarrire con forme differenti o, se siamo più tirati con i tempi, farne degli ottimi burger, da passare in padella antiaderente calda, 5 minuti per lato.

    Buona preparazione a voi!

    PUREA DI CAVOLO RAPA

    1 cavolo rapa abbastanza grande

    3 cucchiai di ceci precedentemente lessati

    2 pomodorini essiccati

    erbe aromatiche a piacere

    2 cucchiaini di tahin

    2 pizzichi di sale marino integrale

    1 manciata piena di barbetta di finocchio tagliata grossolanamente con il coltello

    Pulire il cavolo rapa e farne tocchetti da cuocere al vapore finché si ammorbidiscono.

    Unire tutti gli ingredienti in un mixer e frullare fino ad ottenere una purea omogenea e liscia.

    Qualora il cavolo fosse più acquoso, aggiungere altri ceci.

    Servire tiepido.

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    CROCCHETTE DI CAVOLO RAPA

    purea di cavolo sopra descritta

    2 tazzine di miglio

    pane grattato di pane integrale qb

    1 cucchiaio di olio scarso

    erbe aromatiche

    1 pizzico di gomasio

    Sciacquare il miglio e cuocerlo con acqua e un pizzico di sale marino integrale in rapporto 1 parte di miglio e 3 di acqua.

    Unire 4 cucchiai di pangrattato circa con l’olio, le erbe e il gomasio. Mischiare molto bene fino ad ottenere un effetto “sabbia bagnata”.

    Inserire nella purea il miglio cotto e dell’altro pan grattato fino ad ottenere un composto lavorabile con le mani. (Volendo, invece del pangrattato o solo in parte, si possono aggiungere altri ceci frullati: il sapore cambierà un po’).

    Formare le crocchette, passarle nella “sabbia bagnata” e disporre in una pirofila.

    Infornare a 180 gradi per 10 minuti, poi usare il grill fino a doratura.

    Fare freddare un poco e servire tiepide.

     

  • Pancreas, Milza, Stomaco. L’autunno e l’Energia Terra. La cura degli organi stagione per stagione.

    La medicina tradizionale cinese mette a disposizione parecchi significanti sotto forma di parole che aprono un mondo di significati e vere e proprie teorie.

    Basti pensare a Yin e Yang, due parole che stanno ad indicare un sistema di pensiero che spiega la formazione della vita, dell’universo e del tutto. Non poca roba, direi! 

    Questi “concetti” sono antiche conoscenze che ci arrivano da un passato in cui l’essere umano si sviluppava ancora immerso nella natura e che con essa, per essa e tramite essa viveva e sopravviveva.

    Per questo motivo, per noi occidentali è difficile comprendere fino in fondo certi pensieri: abbiamo perso il contatto con la terra e il mondo naturale da tanto tempo ormai e con esso è andata smarrita anche la nostra sapienza istintuale, che ci portava a discriminare in maniera naturale e autonoma ciò che poteva recarci danno da ciò che poteva farci bene. 

    La filosofia orientale invece, rimane radicata a questo tipo di sapienza naturale ed interpreta il mondo e la vita in generale attraverso essa.

    Alcuni di noi cercano di studiare questi modelli di pensiero ma credo sia importante non forzare troppo certi saperi all’interno di contenitori analitici e scientifici, perché sono conoscenze che vanno “sentite” più che imparate in senso accademico. Riappropriandosi magari di spazi e tempi per stare con noi stessi, ascoltare la natura e ascoltarci nella natura.

    Ciò di cui voglio parlarvi oggi è proprio una di queste teorie, quella dei 5 elementi o trasformazioni.

    Partiamo dal presupposto che, come dicevo poco sopra, la filosofia orientale ha una visione energetica della vita, secondo la quale tutto si muove di continuo tra energie contrapposte e complementari, in questo flusso che vede l’alternarsi di movimenti di contrazione ed espansione. Basti pensare all’avvicendarsi di giorno e notte, luce e buio, femminile e maschile…tutto si muove ed è in continuo cambiamento. Le stagioni fluiscono, gli alberi cambiano, perdono le foglie in inverno e si rivestono in primavera; l’essere umano nasce, cambia, cresce, fluisce e muore. E poi nuovamente tutto si rigenera e ricomincia dal principio.

    Nell’ambito di questo sistema di continuo fluire delle cose, dell’energia che pervade il mondo e lo fa mutare, la filosofia orientale ci parla delle 5 trasformazioni, che continuano a ripetersi con l’andare delle stagioni, con il loro movimento di espansione e contrazione. Ogni trasformazione, ogni stagione, è pervasa da una sua tipica energia che la fa mutare nella successiva e ad ognuno di questi diversi periodi corrispondono anche alcuni organi del nostro corpo. Perché anche esso (in quanto parte della natura) è pervaso dai medesimi tipi di energie che fluiscono all’interno di canali energetici ben precisi (i meridiani).

    Probabilmente sembrano concetti complicati ma in realtà, sono molto semplici da “sentire” e vedere, anche solo osservando la natura o i bambini. 

    In primavera, ad esempio, possiamo notare molto bene che la natura è in pieno vigore, in piena fase creativa. In questa stagione l’energia è in grande espansione.

    In autunno, invece, tutto va chiudendosi, le piante si spogliano e si preparano ad affrontare il freddo inverno, l’energia produttiva della natura piano piano si ritira, rallenta e quasi si ferma, si contrae.

    La teoria delle 5 trasformazioni utilizza dei simboli naturali che rappresentano le diverse qualità di energie che le caratterizzano, alcune sono espansive, altre di contrazione. Vediamo nel dettaglio.

    ACQUA – corrisponde alla parte finale dell’inverno, quando l’energia chiusa e contratta fino a poco prima (nel pieno inverno), praticamente congelata, inizia a sciogliersi e a poco a poco, a muoversi.

    LEGNO (o ALBERO) – corrisponde alla primavera, la fase in cui l’energia si espande ed è molto attiva nel suo movimento di rinascita e creazione: gli alberi riempiono le loro chiome, i fiori riempiono i prati di colori, i giorni si allungano.

    FUOCO – corrisponde all’estate piena, il momento di massima espansione ed esplosione dell’energia. Quando la natura è al culmine della crescita.

    TERRA – corrisponde alla parte finale dell’estate e alla prima parte dell’autunno. È il momento in cui si raccolgono i frutti e l’energia ricomincia lentamente a discendere verso il basso, per chiudersi e contrarsi poco alla volta. Proprio come il lento movimento delle foglie che cadono per andare a dare nutrimento alla terra.

    METALLO – corrisponde al tardo autunno e alla prima parte dell’inverno. Rappresenta l’energia al suo stadio di massima contrazione. Si tratta di una qualità energetica molto forte in quanto ha bisogno di molta forza per potere stare così contratta, apparentemente immobile. È il momento in cui la natura pare appunto immota e chiusa e la luce è presente per poche ore al giorno. Tutto è congelato.

    Come si può vedere, ci sono tre stagioni in cui l’energia è in espansione e due stagioni in cui l’energia si contrae. In ogni stagione crescono determinate piante che avranno le caratteristiche della stessa energia relativa alla stagione. Queste piante costituiscono il nostro nutrimento naturale e cibandoci di esse, introduciamo nel nostro copro la stessa qualità energetica con la quale sono cresciute.

    All’interno del nostro corpo succede la medesima cosa che accade in natura: l’energia circola attraverso meridiani e organi in un ciclo di espansione (energia che sale) e contrazione (energia che scende). Ogni organo è interessato da questo ciclo, per cui ci saranno organi caratterizzati da una energia o dall’altra, organi alimentati da energia acqua, terra, legno, fuoco o metallo. 

    Ad ogni organo ed energia sono associati degli stati emotivi per cui, se l’organo è in salute e l’energia libera di circolare, le emozioni vengono espresse in maniera equilibrata e senza grandi scossoni o disturbi. In caso contrario si può approdare a stati emotivi alterati che peggiorano la nostra esistenza e quella dei chi ci sta vicino.

    Ciascun organo si può quindi associare ad una delle 5 trasformazioni, può patire di una energia troppo debole o troppo forte e si può dunque curare con gli alimenti naturali portatori di una energia che nutre la mancanza o che ne smorza l’eccesso.

    Ogni energia infatti è nutrita dalla precedente (come la primavera nutre l’estate e così via) ma ogni energia ha anche il suo opposto (come l’estate è l’opposto dell’inverno) che la governa e la controlla.

    Dunque, senza addentrarci oltre in un discorso che diventerebbe troppo complesso, rimaniamo al fatto che in ogni stagione possiamo prenderci cura di noi stessi, ogni volta in maniera differente per rimanere in salute ed equilibrio, seguendo proprio il ciclo delle 5 trasformazioni.

    Oggi inizierò parlandovi dell’energia TERRA, l’energia dell’autunno. Non pretendo di essere esaustiva data la vastità dell’argomento ma solo di fornire alcuni spunti che chi vorrà potrà approfondire informandosi ulteriormente, frequentando corsi, parlando con specialisti come me o tanti altri bravi professionisti del settore.

    L’autunno è il tempo del raccolto, i frutti di questa stagione sono dolci. Basti pensare a cachi, zucca, castagne, uva… L’organo per eccellenza che gestisce il dolce, gli zuccheri, è il pancreas e nella medicina tradizionale cinese, pancreas, milza e stomaco sono gli organi governati dall’energia terra che se si trova in squilibrio, causa fastidi e problemi.

    Il pancreas ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo, in quanto produce succo pancreatico che digerisce alcune sostanze nell’intestino e fornisce insulina e glucagone che regolano la concentrazione di zuccheri (glucosio) nel sangue.

    La milza invece contribuisce alla formazione dei globuli bianchi e produce anticorpi, ha un ruolo quindi all’interno del sistema immunitario e linfatico, immagazzina sali (ferro in particolare).

    Dal punto di vista orientale pancreas e milza costituiscono un unico organo e la sua salute coinvolge molte parti del nostro organismo e aspetti della vita, come ad esempio la salute della bocca, il ciclo mestruale, tono muscolare, energia e stabilità mentale, la qualità digestiva, l’andamento glicemico, allergie e molto altro…

    Un aspetto importante governato appunto da questo organo è l’andamento glicemico e i relativi squilibri dello stesso che spesso portano a quell’inestinguibile voglia di dolce di cui sono vittime molte persone al giorno d’oggi.

    Questi attacchi di fame o di voglia di dolce sono dunque correlati a sbalzi glicemici. Ma come avvengono questi repentini cambiamenti della glicemia? 

    Il nostro corpo vive di zuccheri ed è quindi fondamentale che la glicemia sia sempre in equilibrio. Quando ingeriamo molti zuccheri provenienti da carboidrati semplici (zucchero bianco o di canna, frutta, miele, cereali raffinati…), la digestione di questi è molto veloce, con conseguente rilascio rapido di grandi quantità di glucosio nel sangue. Per riportare i livelli di glucosio nel sangue nella norma, il pancreas rilascia l’insulina. Alti livelli di insulina (conseguenti ad alti consumi di zuccheri semplici) portano, nel giro di poco tempo, all’ipoglicemia (pochi zuccheri nel sangue). Le conseguenze? Poco dopo avere mangiato abbiamo nuovamente fame e la tendenza è di buttarsi nel consumo di altri zuccheri semplici. Anche se lo stomaco in realtà è ancora pieno.

    Questo meccanismo è alla base degli attacchi improvvisi di fame, della voglia costante di dolce, dell’ingrassamento eccessivo, cambi repentini di umore…

    Quando ingeriamo invece zuccheri provenienti da carboidrati complessi (come i cereali integrali), richiedendo una digestione più lunga si verifica un conseguente lento rilascio di glucosio nel sangue che non provoca sbalzi di glicemia.

    Cosa fare quindi per armonizzare questo organo e le sua energia terra? Principalmente consumare verdure e frutta di stagione, cereali integrali; evitando prodotti raffinati, sapori troppo dolci.

    Per curare ed eliminare sintomi e problemi che riguardano pancreas/milza e stomaco, bisogna imparare cosa cucinare e come cucinarlo. Questo ovviamente è un passaggio fondamentale, perché come sappiamo, siamo quello che mangiamo. 

    Io ho trovato la chiave nella alimentazione naturale e nella consapevolezza delle proprie scelte (o non scelte!) e cerco di proporre a chi ne sente il bisogno, il mio modo di salute ed equilibrio, la mia esperienza professionale e personale, che si basano appunto sulla cucina e -più in grande- sulla filosofia macrobiotica e naturale. 

    Qui sul mio sito, come in tanti altri siti che riguardano l’alimentazione naturale, trovate tante ricette e spunti per una cucina sana ed equilibrata anche dal punto di vista energetico.

    Questo mio articolo è un pezzo un po’ lungo e sicuramente bisogna metterci dell’interesse per arrivare fino in fondo…del resto non si vive di sole ricette ma anche di scelte, informazioni e nuove consapevolezze!

    Grazie.

  • La Pasta Madre

    Era tanto tempo che mi ripromettevo di scrivere un articolo sulla pasta madre, anche perché me lo avete chiesto davvero in molti e finalmente oggi mi sono dedicata a ricostruire per voi tutti i passaggi necessari.

    Prima di tutto desidero spiegarvi che cosa è questo “impasto lievitante”.

    La pasta madre è un lievito naturale che sfrutta il meccanismo della fermentazione per la produzione di impasti soffici e profumati. È un vero e proprio sistema in cui lieviti e batteri vivono, si nutrono, producono e riproducono elementi necessari alla perfetta lievitazione dei nostri prodotti panificati. 

    Affinché possa avvenire tutto questo, è necessario mantenere in vita questo sistema, continuando a nutrirlo. Ma niente paura! Non è nulla di complicato o  noioso. Tra poche righe vi spiego come fare.

    Se spulciate sul web, potete rendervi conto che non esiste un unico metodo certificato ed infallibile per produrre e mantenere viva la pasta madre. Io, qui di seguito, vi spiego come faccio con il mio.

    Se non avete voglia di farvelo da voi, potete chiedere al vostro panettiere preferito se ve ne può dare un pezzo (sui 100 grammi è un buon punto di partenza), oppure cercare in rete quelli che sono i cosiddetti “spacciatori di pasta madre”, valutando il più comodo da raggiungere per voi. Oppure chiedete a me, se abitate a Milano o limitrofi!

    COME PREPARARE LA PASTA MADRE

    200 gr farina biologica di tipo 2 (semintegrale), io uso quella di farro.

    Aggiungere acqua poco alla volta e lavorare fino ad ottenere un impasto non duro ma abbastanza morbido e leggermente umido. 

    Mettere in un recipiente di vetro e coprire con un tessuto pulito e traspirante. Lasciare riposare in luogo asciutto al riparo da calore o correnti d’aria per due o tre giorni. Per la fase di riposo buona idea il forno chiuso e spento. 

    A seconda della temperatura esterna, delle caratteristiche dell’acqua e della farina utilizzate, potrebbe variare il tempo di fermentazione. L’impasto dovrebbe aumentare di volume e formare delle bolle. 

    Passati due massimo tre giorni, procedere al rinfresco. Se sulla superficie si è formata una crosta, rimuoverla e lavorare il rimanente impasto. Se si formano muffe, gettare l’impasto e riprovare. Probabilmente il luogo di riposo era troppo umido.

    Prelevare l’impasto, unire pari quantità di farina e aggiungere acqua poco alla volta fino ad ottenere un impasto sempre abbastanza morbido e leggermente umido. Inserire in contenitore di vetro tipo vaso (più altro e stretto che largo) lasciare a temperatura ambiente per una giornata e poi chiudere (non ermeticamente) con tappo. 

    Ogni due giorni prelevare dal nostro impasto sempre 200 gr e unire ad altrettanta farina più acqua poco alla volta per ottenere sempre la stessa consistenza. 

    Continuare a rinfrescare ogni due giorni per circa due settimane. Alla fine di questo periodo il nostro lievito sarà pronto.

    RINFRESCHI

    Io rinfresco la pasta madre ogni 5 giorni circa. Metto un velo di farina sul fondo del vaso e sopra l’impasto, prima di chiudere il tappo e riporre il vaso in frigorifero. Non uso vasetto a chiusura ermetica ma metto tra il tappo e il bordo del vaso uno strato di pellicola.

    Il lievito va rinfrescato sempre il giorno prima dell’utilizzo.

    Il giorno stesso dell’utilizzo staccare almeno 100 grammi di pasta madre, aggiungere farina in ugual misura, un po’ di acqua alla volta, impastare e metterlo via, come al solito. 

    La restante parte è da utilizzare come lievito per il nostro prodotto.

    Quando ho pasta madre in eccesso, utilizzo l’esubero per fare piadine (che è la cosa più veloce per me), grissini, cracker, panini, biscotti…ma c’è anche chi usa l’esubero per gnocco fritto, frittelle e chi più ne ha…!

    Buona fermentazione!

  • Nuovi corsi in arrivo!

    Le vacanze sono ormai alle spalle, ricomincia la nostra routine quotidiana, cambia il tempo ma la buona notizia è che tornano finalmente anche i miei corsi!!

    Con la nuova stagione le mie lezioni avranno una modalità formativa tutta diversa, nuovissima e spero ancora più utile per voi!

    Gli incontri si svolgeranno sempre attorno ad un tema specifico ma utilizzando la prassi di una consulenza di gruppo. 

    Quindi un corso decisamente interattivo, in cui, oltre alla pratica della preparazione dei piatti inerenti l’argomento trattato, ognuno di voi potrà proporre le proprie questioni, domande, particolari esigenze, che prenderò in considerazione, di persona in persona, coinvolgendo anche tutto il gruppo.
    Perché anche l’esperienza e le problematiche del singolo sono utili alla collettività. 

    Vorrei però rassicurare gli amanti della tradizione: non mancheranno infatti i corsi alla classica maniera!

    Ecco titoli e date.

    26 OTTOBRE – Come iniziare, le basi della macrobiotica
    9 NOVEMBRE – Prendersi cura di sé stagione per stagione
    23 NOVEMBRE – Come costruire un menù 

    14 DICEMBRE – La pasticceria naturale (corso in modalità classica)
    18 GENNAIO – Menopausa: prevenzione e cura dei disturbi

    Per info e iscrizioni info@chiccotondo.com

  • #EASYMACROBIOTICA #1

    Eccoci arrivati al primo passo del nostro percorso di salute!
    Oggi una introduzione ai principi base della macrobiotica ivi compresi gli alimenti portanti della dieta stessa.
    Vi spiego cosa si intende quando si parla dell’importanza del rispetto dei cicli stagionali e dei relativi stili di cottura degli alimenti.
    Ho cercato di illustrare nel modo più semplice e fruibile possibile il tema dell’energia degli alimenti.
    Vi parlo anche dei padri fondatori della filosofia macrobiotica, di come si sono conosciuti e di cosa hanno cercato di costruire insieme.
    Infine ho incluso alcuni consigli di lettura, per chi fosse interessato.
    Vi aspetto settimana prossima con COME INIZIARE nella pratica.
    Per qualsiasi dubbio o domanda scrivetemi a info@chiccotondo.com

    Il materiale lo trovate al seguente link

    https://drive.google.com/file/d/1hXPgwCXEkGwp9VfvGq-06M2aAqfiNrPq/view?usp=sharing

  • #EASYMACROBIOTICA

    Che cosa è #EASYMACROBIOTICA?

    Si tratta di un percorso-guida per muovere insieme i primi passi verso un nuovo stile di vita, all’insegna della consapevolezza, della salute e del benessere!

    Per imparare come fare la spesa, come organizzare la dispensa, dove trovare gli ingredienti, anche i più particolari, come iniziare nella pratica, cosa serve, come comporre il piatto perché sia equilibrato.
    Ricette ed esempi su come preparare colazione, pranzo, cena e spuntini.
    Pianificherò un documento con un menù-tipo settimanale, di modo che possiate programmare i pasti e la spesa.
    Indicherò delle pratiche e accorgimenti utili per uno stile di vita sano e armonioso.

    Il tutto sarà organizzato in documenti scaricabili da chiunque volesse aderire al percorso.

    Saranno 9 appuntamenti circa, uno a settimana. Li ritroverete qui sulla mia pagina fb, sotto forma di post preceduti da hashtag: #EASYMACROBIOTICA o sul mio sito www.chiccotondo.com., oppure sulla mia pagina Instagram.

    Se poi diventeremo davvero numerosi, prenderò in considerazione l’idea di aprire un gruppo dedicato, in cui scambiarci ricette e domande.

    Il percorso è aperto a tutti e gratuito!

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