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Trofie al pesto di Menta e Limone: ovvero come sentirsi semplicemente grati

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Oggi ho fatto questo pesto davvero fresco e sfizioso. Avendo libero accesso all’orto dei gentilissimi padroni di casa dell’agriturismo in cui sto soggiornando, ne ho decisamente approfittato.

Le quantità, devo dire, le ho fatte un po’ ad occhio, ma la cosa che mi preme è descrivere gli odori e la situazione.

Innanzitutto Giuseppe (il proprietario) mi porta a fare un giro dell’orto: iniziamo dagli aromi che crescono vicino alla fontana bianca e sceglie per me la menta, bella, verde e molto piperita. Passiamo poi sotto al limone e ne stacco uno che continuo ad odorare per tutto il tempo perché sprigiona un aroma misto sole, terra e freschezza che infonde un’energia morbida, quasi tangibile. Passiamo tra file di pomodorini, melanzane, peperoncini, sedano, cetrioli vari, prezzemolo e basilico.

Ogni cosa mi incanta: penso alla meraviglia che da sempre la natura ci offre nella sua semplicità e perseveranza, nonostante tutto. Un piccolo seme dá vita ad una pianta in grado di offrirci del cibo per vivere (al meglio) ogni stagione. Trovo che sia una grande soddisfazione unire le forze con una potenza del genere per ottenere questi risultati. Ti fa sentire parte di un qualcosa di completo e armonioso, quasi fosse una magia.

Tornando verso l’uscio di casa rimango attaccata ai miei aromi freschi di menta e di limone e ho già in mente cosa farne. È quasi l’ora di pranzo e preparandomi ad allestire il piatto, mi sento grata di tanta bontà sulla mia tavola.

E un grazie enorme a Giuseppe e Manuela, gestori dell’agriturismo, per averci aperto le porte della loro casa, per averci curato con l’amore dei loro gesti, dei sapori della loro terra, dei meravigliosi gatti, dei piccoli gechi e di tutto quanto tutto. A chi fosse interessato qui il loro sito.

E adesso la ricetta con le dosi approssimative:

Foglioline di menta, una manciata
Mezza buccia di limone grattugiata
Qualche seme di pinolo
Qualche grano di sale grosso
Olio evo 1 o 2 cucchiani

Frullare il tutto o, meglio ancora, se avete un mortaio a portata di mano, triturare il tutto con un po’ di pazienza.

 

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